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sabato 19 agosto 2017

Finocchio: proprietà, benefici e utilizzi

Il finocchio è uno degli ortaggi "principe" delle diete. Infatti, si tratta di un alimento davvero ipocalorico e ricco di benefiche proprietà. Vitamine, minerali, elevato contenuto di acqua e molte fibre ne fanno l'alleato ideale per chi segue un programma dimagrante o detox.
Ma non solo, i finocchi sono un ingrediente imprescindibile per la dieta sana di tutta la famiglia, grazie anche alla lunga masticazione che richiedono se consumati crudi. Masticare lentamente e a lungo, infatti, aiuta sia la digestione sia il metabolismo, esercitando anche un potere saziante.

Proprietà

Il finocchio fa parte della categoria delle Ombrellifere ed è un ortaggio ricchissimo di proprietà. Innanzitutto, il finocchio è composto per la maggior parte da acqua e questa caratteristica lo rende l'ingrediente perfetto per insalate drenanti e depurative.
Inoltre, sempre la ricchezza in acqua, fa sì che il consumo di finocchi aiuti a rimineralizzare l'organismo e a riconquistare le energie perdute. Infatti, nell'ortaggio troviamo buone quantità di: potassio (minerale anti-stanchezza), vitamina C, vitamina A, flavonoidi e alcune vitamine del gruppo B (preziose per il sistema nervoso e il corretto funzionamento del metabolismo).

Benefici

È ipocalorico
Perché il consumo del finocchio viene sempre incentivato nelle diete dimagranti e nei regimi depurativi? Prima di tutto, perché il finocchio è un ortaggio decisamente ipocalorico: apporta, infatti, soltanto 31 calorie ogni 100 grammi. Poi perché si tratta di una tipologia di verduraricca di acqua, dunque drenante, e altrettanto ricca di fibra.
Le fibre sono essenziali in un'alimentazione sana e, a maggior ragione, quando si ha bisogno di perdere chili e centimetri di troppo. La fibra garantisce sazietà a lungo, ma non solo. Grazie alle fibre, si tengono sotto controllo sia le impennate di glicemia sia i valori del colesterolo cosiddetto cattivo.
Consumare un'insalata di finocchi crudi prima di un piatto di pasta o di altri cereali, farà assorbire meno zuccheri. Così come accompagnare un cibo "grasso" con una porzione abbondante di finocchi (crudi o cotti al vapore) ridurrà l'assorbimento dei grassi cattivi.
Sgonfia la pancia e allevia i crampi
Consumare finocchi può rivelarsi una scelta particolarmente azzeccata per coloro che soffrono di meteorismo, con o senza crampi addominali dolorosi. Infatti, il finocchio contiene anetolo, una sostanza preziosa che favorisce l'eliminazione dei gas intestinali e, al contempo, porta beneficio in caso di crampi dolorosi all'addome.
Dunque, chi soffre di questo tipo di fastidi, trarrà grande sollievo dal consumo frequente di finocchi. Con conseguenze positive anche dal punto di vista "estetico": la pancia sembrerà subito meno gonfia, con riduzione evidente dell'effetto palloncino.
Depura il fegato
Il finocchio è un grande alleato del benessere del fegato, essendo un prezioso ingrediente per la salute del sistema gastrointestinale nella sua interezza.
I finocchi svolgono, infatti, una potente e riconosciuta azione depurativa e antinfiammatoriasul sangue e sul fegato. Introdurre spesso i finocchi nella dieta può, dunque, aiutare in tutti i casi in cui si renda necessario un detox profondo dell'organismo perché il fegato è particolarmente affaticato da eccessi vari (cibi grassi, zuccheri, alcol) e stress. Si consiglia una dieta ricca di finocchi crudi a ogni cambio di stagione.

Utilizzo

I finocchi, all'interno di una dieta ipocalorica o disintossicante, vanno consumati crudi in insalata (conditi con un filo di olio EVO) oppure cotti al vapore. Un'astuzia è utilizzarli in pinzimonio per l'aperitivo, di grandi e piccini. Infatti, il finocchio crudo richiede una lunga masticazione e, quindi, dona un senso prolungato di sazietà (grazie al contenuto in fibra).

La nostra tradizione culinaria è ricca di ricette golose a base di finocchio, come per esempio i finocchi gratinati con la besciamella. Quest'ultima pietanza, però, mal si sposa con una dieta ipocalorica e detox. Dunque, un piatto del genere andrebbe riservato al pranzo della domenica oppure sapientemente modificato: per esempio, sostituendo la besciamella tradizionale conricotta o besciamella vegetale fatta in casa (latte di soia senza zuccheri aggiunti, farina integrale, olio EVO) e gratinando con pane integrale.

(fonte:http://www.donnamoderna.com/)

giovedì 23 febbraio 2017

Cereali integrali, perché consumarli?

Cereali integrali, perché consumarli?

Abbiamo chiesto quindi alla Dott.ssa Valentina Schirò, biologa nutrizionista e specialista in Scienza dell’alimentazione, di spiegarci perché dovremmo preferire i carboidrati integrali a quelli raffinati e come inserirli in una dieta equilibrata senza fare grandi rinunce e goderci un bel piatto di pasta.
Durante la raffinazione “le diverse fasi del processo di macinazione e raffinazione dei cereali integrali determinano l’eliminazione graduale degli strati esterni del chicco.Tale trattamento – afferma la dottoressa – influirà sulla variazione e la riduzione del valore nutritivo. La macinazione determina infatti la perdita di circa l’80% di fibre, il 70% circa di vitamine del gruppo B e il 90% di vitamina E”.
Sono molti infatti i vantaggi del consumo dei cereali integrali: “L’elevata percentuale in fibre li rende un ottimo alimento per la cura e la prevenzione della stitichezza, dell’ipercolesterolemia così come per la prevenzione del cancro al colon. Inoltre – spiega la dott.ssa Schirò- sono un buon rimedio per combattere e contrastare la fame e l’assorbimento di grassi e zuccheri semplici. L’assunzione quotidiana rappresenterà quindi un’arma vincente per la cura e prevenzione dell’obesità e del diabete.”
I cereali integrali, come afferma la nutrizionista, sono un ottimo antiossidante e riducono la comparsa e proliferazione di cellule tumorali: “Recenti studi hanno confermato come l’azione sinergica delle fibre e degli antiossidanti naturalmente presenti nei cereali integrali, sia efficace nella prevenzione del processo di invecchiamento cellulare e in alcuni tipi di tumore”.
I cereali più diffusi sul mercato sono tre: avena, orzo e farro.
L’orzo, nonostante non goda di grande fama e non sia spesso inserito nell’alimentazione quotidiana, possiede enormi qualità. “Per esempio è molto digeribile ed è particolarmente ricco di magnesio, calcio, silicio e fosforo. Si distingue dagli altri cereali per l’alto contenuto di fibre solubili, capaci di ridurre il colesterolo e limitare l’iperglicemia dopo i pasti. Infine, possiede un’alta percentuale di vitamine, soprattutto vitamina E, dal noto effetto antiossidante”.L’avena possiede un alto contenuto di fibre e ha notevoli proprietà tra cui la capacità di ridurre il colesterolo cattivo. La dottoressa aggiunge che: “L’avena è prevalentemente costituita da: carboidrati, soprattutto complessi, proteine e lipidi. L’amido in essa contenuto, inoltre, è particolarmente digeribile. Altro vantaggio dell’avena – continua – è l’elevata quantità di silicio da cui dipende il suo effetto diuretico e la crusca in essa contenuta può avere un effetto lassativo”.
Infine il farro è il cereale con la maggiore percentuale di proteine che lo rendono più digeribile e “rappresenta un vero e proprio integratore naturale di vitamine, soprattutto del gruppo B, così come di minerali tra cui il magnesio”. Ma i soggetti affetti da celiachia devono evitarne il consumo infatti “seppur in basse concentrazioni, contiene il glutine ma per la sua ricchezza di fibre, minerali e vitamine è un alimento adatto anche per i soggetti affetti da diabete, patologie cardiovascolari, sovrappeso e obesità e per gli sportivi”.
Il consumo di cereali integrali è altamente consigliato in una dieta bilanciata ed equilibrata. La dottoressa Schirò consiglia di mangiarne “almeno 3 porzioni al giorno facilmente assumibili grazie ad esempio all’uso di: a colazione, cereali integrali; a pranzo, una porzione di pasta integrale/orzo/farro; a cena, una porzione di pane integrale. Le rispettive quantità dipenderanno dallo specifico fabbisogno calorico individuale”.
(FONTE:https://leisi.it/)
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mercoledì 11 gennaio 2017

I CONSIGLI DELLA DOTTORESSA LAURA ONORATO: APERITIVO #noccioline e #bruschette



......cosa sgranocchiare all'aperitivo tra #noccioline e #bruschette. Le noccioline rappresentano una fonte di grassi buoni. Solo che quelle agli aperitivi, sgusciate, tostate e ricche di sale, consumate in quantità eccessive, aumentano l'apporto di grassi e chilocalorie, provocando accumuli di adipe e ritenzione idrica. Stimolano la sete, facendo ricorrere a bibite alcoliche o zuccherate. E bruschette e focacce, dall'elevato indice glicemico, non sono da meno. Per non rinunciare ad un aperitivo, allora, il consiglio è quello di scegliere snack come bruschette al pomodoro o cruditè di verdure.
(FONTE: DOTTORESSA LAURA ONORATO)

giovedì 22 dicembre 2016

I CONSIGLI DELLA DOTTORESSA LAURA ONORATO: I pistacchi. Ricchi di potassio

 #pistacchi
Ricchi di potassio, ricostituenti, antistanchezza, come tutta la frutta oleosa, tra cui mandorle, nocciole e noci, hanno un alto contenuto di fibra, acidi grassi mono e poliinsaturi, quelli che fanno bene al cuore, sono ideali anche per i diabetici perché poveri di zuccheri. Scegliamo però quelli che non hanno sale aggiunto. Solo se combinati agli altri grassi compromettono la linea. Evitare dunque le abbuffate, preferendoli come spuntino quotidiano. Fino a 20 grammi, con una dieta bilanciata, non c'è alcun problema!


(fonte:https://www.facebook.com/dr.lauraonorato/)