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lunedì 16 maggio 2016

Le proprietà benefiche delle uova

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Come tutti sanno, le uova sono alimenti caratterizzati da un valore nutrizionale molto elevato: un uovo di gallina dal peso di 50 grammi circa contiene al proprio interno ben 6 grammi di proteine e ben 6 grammi di lipidi, oltre a sali minerali come il potassio, il magnesio, il sodio, il fosforo e il ferro, ma anche le vitamine del gruppo B, la vitamina E, la vitamina D e la vitamina A. Il valore calorico di un uovo è pari, in media, a 80 calorie: se il tuorlo è ricco di grassi e quindi dovrebbe essere consumato con moderazione da chi deve fare i conti con il colesterolo alto, l’albume contiene in modo particolare proteine e acqua.
Gli esperti e i nutrizionisti suggeriscono di consumare ogni settimana due o tre uova: se, invece, si è alle prese con un livello di colesterolo eccessivo, il consiglio è quello di limitarsi a un uovo a settimana, o – in alternativa – di mangiare solo il bianco. Conoscere le uova, insomma, è fondamentale per sapere quel che si mangia e soprattutto per avere la certezza di sfruttarne le proprietà benefiche.
Vale la pena, quindi, di continuare a mangiare le uova, che sono considerate degli eccellenti integratori per gli occhi in quanto ritenute in grado di prevenire la degenerazione maculare: ciò è dovuto al contenuto elevato di carotenoidi che le caratterizza. Gli studi più recenti hanno messo in evidenza che le persone che hanno l’abitudine di consumare tre uova alla settimana hanno a che fare con problemi agli occhi in misura inferiore rispetto alle altre.
Bisogna, poi, smentire la sussistenza di qualsiasi tipo di legame tra il rischio di soffrire di patologie cardiache e l’assunzione di uova. Anzi, è proprio il contrario, perché mangiare le uova nell’ambito di una dieta equilibrata e di un regime alimentare variegato favorisce la prevenzione della comparsa di attacchi di cuore, di ictus e di coaguli di sangue.
Detto che le uova sono una fonte più che apprezzabile di vitamina D, è evidente che sono consigliate per rendere più sani la pelle, i capelli e le unghie.
Le proprietà benefiche delle uova – soprattutto con Chalaza – non finiscono qui: il modesto contenuto di sodio fa sì che tale alimento possa essere gustato anche da chi pratica una dieta in cui il sodio deve essere limitato, mentre la categoria delle vitamine liposolubili è molto ben rappresentata. Per esempio, il contenuto di vitamina B12 è raccomandato a chi segue una dieta vegetariana, visto che questo regime alimentare di solito comporta una mancanza di tale elemento nutritivo.
Molto prezioso si dimostra, in particolare, l’albume, che non è altro che una soluzione acquosa che contiene al proprio interno delle piccole tracce di glucosio, le vitamine del gruppo B e sali minerali come il magnesio e il potassio.
L’apporto di proteine dipende in modo particolare dalla presenza di ovomucina, di ovoglobuline, di conalbumina e diovoalbumina, ma anche di lisozima, che vanta proprietà antibatteriche e di avidina, che si lega alla biotina e, di conseguenza, impedisce che questa venga assorbita. Ecco perché una dieta sana non può fare a meno delle uova, purché scelte con cura e non provenienti da allevamenti in cui le galline sono maltrattate.
(fonte:http://meteofan.it/staff)

martedì 12 aprile 2016

Gel di aloe vera: impariamo a prepararlo e ad utilizzarlo

Gel di aloe vera: impariamo a prepararlo e ad utilizzarlo

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L’aloe vera è una delle piante più apprezzate dall’industria cosmetica, poiché sfrutta i suoi numerosi benefici per la bellezza del corpo.
Possiede proprietà astringenti, antibatteriche e idratanti; applicata sulla pelle, ne promuove la rigenerazione cellulare, mantenendola giovane e priva di imperfezioni.
È, inoltre, uno dei composti naturali più rinfrescanti e cicatrizzanti, utile in caso di scottature solari e altre lesioni che possono lasciare piccoli segni sulla pelle o farla invecchiare prima del tempo.
Contiene una grande quantità di acqua, ma fornisce anche un apporto significativo di vitamine A, C ed E, dotate di azione antiossidante.
Questi e molti altri motivi hanno fatto dell’aloe l’ingrediente base di molti trattamenti di bellezza. Il modo migliore per sfruttare le sue qualità è applicarlo sulla pelle allo stato puro.
Per questo motivo, oggi vi suggeriamo una facile ricetta per preparare in casa il gel di aloe e vi indicheremo le sue possibili applicazioni.

Come preparare in casa il gel di aloe

Ingredienti:
  • 3 foglie di aloe vera
  • 1 cucchiaio di succo di limone (10 ml)
  • 1 cucchiaio di olio di germe di grano (10 gr)
Preparazione:
  • Innanzitutto, cinque giorni prima di preparare il gel, innaffiate ogni giorno la pianta di aloe, in modo che al momento del taglio, si trovi in condizioni ottimali.
  • Trascorso questo tempo, tagliate tre foglie o quelle che considerate necessarie ad estrarre la quantità di prodotto desiderata.
  • Eliminate con un coltello i bordi laterali con le spine, quindi mettete le foglie in un recipiente pieno d’acqua per almeno 24 ore; cambiate l’acqua ogni tre o quattro ore, affinché le foglie perdano l’aloina, sostanza che potrebbe risultare tossica.
  • Trascorse 24 ore, potete togliere le foglie dall’acqua e procedere all’estrazione della polpa.
  • Con un coltello aprite a metà tutte le foglie, incidendole lateralmente.
  • Adesso, aiutandovi con un cucchiaio o una spatola, estraete tutta la polpa e mettetela in un recipiente.
    • Aggiungete, mescolando, il succo di limone e l’olio di germe di grano che hanno il compito di aumentare le proprietà del gel, grazie al loro contenuto di vitamina E e di altri antiossidanti.
    • Quando sarà tutto pronto, frullate la miscela a velocità medio alta, fino ad ottenere una crema densa e bianca. Potete utilizzare il frullatore ad immersione o il frullatore tradizionale.
    • Versate, infine, il gel ottenuto in un barattolo di vetro con il tappo ermetico; conservatelo in frigorifero e al riparo dalla luce perché duri più a lungo.
    • Qualunque sia lo scopo per cui la utilizziate, è sufficiente prenderne la quantità necessaria e stenderla sull’area interessata.
      • È sempre bene ripetere l’applicazione almeno tre volte alla settimana per notare, in pochissimo tempo, i benefici.

      Quali sono le applicazioni di questo gel?

      Il grande vantaggio di questo prodotto naturale è che si può usare tutti i giorni, per moltissimi impieghi.
      Le sue proprietà nutritive sono uniche e non dà effetti collaterali se applicato direttamente sulla pelle.
      Potete usare questo gel per:
      • Detergere, idratare e rigenerare la pelle.
      • Liberare i pori ostruiti.
      • Curare tutte le forme di acne.
      • Ridurre le irritazioni e le infiammazioni.
      • Attenuare macchie, cicatrici e vescicole.
      • Prevenire la formazione di brufoli e punti neri.
      • Ridurre gli effetti di un’eccessiva esposizione al sole.
      • Lenire le scottature.
      • Prevenire e attenuare le smagliature.
      • Calmare il prurito e la desquamazione provocati dalla dermatite seborroica e la psoriasi.
      • Prevenire l’invecchiamento precoce.
      • Tonificare e rassodare.
      • Ridurre la carica batterica sulla pelle.
      • Ammorbidire i talloni screpolati e secchi.
      • Una delle sue qualità più interessanti è il suo potere antisettico e antimicotico; è stato dimostrato, infatti, che, applicata direttamente sulla pelle, l’aloe è in grado di controllare la crescita dei funghi e di altri batteri per combattere i funghi dei piedi
        Un’applicazione quotidiana del gel all’aloe vera sulla zona dei piedi colpita dai funghi può aiutavi a fermarne la crescita, alleviando così sintomi come prurito e irritazione.
        Nonostante ciò, prima di iniziare la cura, è fondamentale pulire e disinfettare tutte le scarpe e i calzini per assicurarsi di eliminare i funghi che sono rimasti intrappolati.
      • (Fonte:http://viverepiusani.it/)

giovedì 3 marzo 2016

La buccia della mela per migliorare la digestione e proteggere il corpo

 Sfiammare il ventre
è proprio nella buccia dove si concentra gran parte delle sue proprietà nutritive, le quali possono offrire all’organismo benefici importanti per migliorare la salute.

Protegge la salute cardiovascolare

Nella buccia della mela si trova un tipo di fibra conosciuta come pectina, che ha un ruolo importante nel controllo del colesterolo alto.
Contiene anche una quantità significativa di polifenoli, potenti antiossidanti che aiutano a impedire al colesterolo di ossidarsi nelle arterie.
Grazie a questi nutrienti, il consumo della buccia della mela protegge il sistema cardiovascolare e riduce il rischio di malattie come l’arteriosclerosi e gli attacchi di cuore.

Migliora la digestione

I benefici della buccia della mela sono particolarmente utili per migliorare la salute gastrica. La pectina che contiene favorisce la funzione digestiva, aiutando lo stomaco a scomporre gli alimenti con più facilità e riducendo il rischio di problemi come la stitichezza.
Grazie alle sue proprietà, il consumo della buccia della mela aiuta anche a:
  • Combattere la gastrite.
  • Ridurre il gonfiore addominale.
  • Eliminare la diarrea.
  • Eliminare i gas.
  • Ridurre i dolori addominali.

Aiuta a sgonfiare il ventre

Questa parte della mela è ottima per sgonfiare il ventre per diversi motivi:
  • Il suo effetto antinfiammatorio aiuta a controllare questi processi nei tessuti dell’organismo.
  • Favorisce i processi digestivi e l’eliminazione delle sostanze nocive.
  • Grazie all’alto contenuto di acido ursolico, aiuta a ridurre l’accumulo di grassi.
Consumare la buccia della mela, quindi, rappresenta un grande aiuto per coloro che si allenano per tonificare gli addominali.

Aiuta ad aumentare la massa muscolare

Per aumentare la massa muscolare, è necessario consumare una quantità adeguata di proteine e di altri importanti nutrienti di cui l’organismo ha bisogno per lavorare al meglio.
Con la buccia della mela, non solo donerete fibre e alcune proteine al corpo, ma otterrete anche i benefici dell’acido ursolico, cheriduce la disgregazione muscolare e promuove la crescita dei muscoli.
Si pensa che il consumo della buccia della mela possa migliorare le terapie per combattere l’atrofia muscolare, una malattia caratterizzata dalla riduzione della massa muscolare.

Previene l’invecchiamento prematuro

Grazie al suo contenuto di antiossidanti come la quercetina, l’epicatechina e le procianidine, il consumo della buccia della mela aiuta a prevenire l’invecchiamento prematuro della pelle, che di solito si deve all’azione dei radicali liberi.

Favorisce la perdita di peso

La buccia di questo frutto aumenta i livelli di una sostanza conosciuta come “grasso marrone”, che ha la funzione di bruciare grassi.
Grazie a questo effetto che ha sull’organismo, il consumo della mela con la buccia si associa al controllo del peso corporeo e alla prevenzione del diabete.
Il suo elevato contenuto di fibre, inoltre, riduce l’appetito, il che rende la mela un frutto ideale per coloro che non riescono a raggiungere il peso giusto a causa della fame nervosa.

Ha proprietà anticancerogene

I polifenoli che si trovano in questo alimento svolgono un ruolo molto importante nella prevenzione di diversi tipi di cancro.
In modo più specifico, sono stati riscontrati risultati positivi nellariduzione del rischio di cancro ai polmoni e al colon.
(fonte http://viverepiusani.it/)

sabato 20 febbraio 2016

Questi 12 sintomi ti indicano che c’è qualcosa che non va nella tua Tiroide

Questi 12 sintomi ti indicano che c’è qualcosa che non va nella tua Tiroide

una piccola ghiandola situata nella gola, la tiroide è responsabile della produzione dell’ormone tiroideo (TH o), che regola il metabolismo, la temperatura e il battito cardiaco.

Sintomo # 1: Sentirsi triste o depresso

una tiroide poco o molto attiva può alterare completamente il tuo stato d’animo. Troppo poco ormone tiroideo può influenzare i livelli di serotonina “felicità” nel cervello, che ti farà sentire insolitamente triste o addirittura depresso.
Il rovescio della medaglia, troppo ormone tiroideo può farti sentire ansioso, irrequieto o irritabile.

Sintomo # 2: Costipazione

Il blocco della produzione di ormone tiroideo può causare un rallentamento della digestione, pertanto se soffri di stitichezza e non riesci a liberarti di questo problema, accertati di non avere qualche disturbo alla tua ghiandola tiroidea.

Sintomo # 3: Dormire troppo

La maggior parte di noi ha un momento difficile quando si deve alzare dal letto al mattino, ma quando ci si sente insopportabili, questo dovrebbe essere un campanello d’allarme

Sintomo # 4: Perdita dei capelli e pelle secca

Hai la pelle secca e pruriginosa e non è neanche inverno? Questo può essere un sintomo di ipotiroidismo. Il cambiamento nella struttura grazie ad un metabolismo rallentato, può ridurre la sudorazione.
I tuoi capelli e le tue unghie possono sentirsi secche e fragili, e può verificarsi un’inconsueta caduta di capelli. Il motivo? La mancanza di ormone tiroideo interrompe il ciclo di crescita dei capelli, che si traduce in perdita di capelli, a volte anche nella zona delle sopracciglia

Sintomo # 5: Aumento improvviso di peso

l’improvviso aumento di peso senza alcuna modifica delle tue abitudini alimentari e fisiche potrebbe essere motivo di preoccupazione

Sintomo # 6: Nessun interesse sessuale

Troppo poco ormone tiroideo è uguale ad una bassa libido

Sintomo # 7: Dolori muscolari o intorpidimento

se senti dei dolori strani e insoliti, un intorpidimento strano alla tue braccia, mani, gambe e piedi, considera che la “colpevole” potrebbe essere la tua tiroide.
Una mancanza di ormone tiroideo può danneggiare, nel corso del tempo, i nervi che inviano i segnali dal cervello al resto del corpo. “Inspiegabili fitte e formicolii sono il risultato di una mancanza di ormone tiroideo,”

Sintomo # 8: Battito cardiaco instabile

ci si sente come se il tuo cuore perdesse un colpo o due. In realtà, puoi sentirlo più pronunciato nei punti del collo e del polso.
Se questo ti suona familiare e spesso ti succedono questi episodi delle palpitazioni cardiache, può significare che ci sono troppi ormoni tiroidei che inondano il tuo corpo

Sintomo # 9: Mente confusa

Troppo ormone tiroideo può interferire con la concentrazione, mentre troppo poco ormone provoca la perdita di memoria e quindi la dimenticanza.

Sintomo # 10: Alta pressione sanguigna

Se hai la pressione alta e questo problema sembra non risolversi senza l’assunzione di farmaci si consiglia di fare un controllo della tiroide.
Un ipotiroidismo può causare alti livelli di colesterolo “cattivo”, che purtroppo possono portare problemi al cuore o insufficienza cardiaca.

Sintomo # 12: Dolore fisico al collo o mal di gola

La tua tiroide è nel tuo collo, così il dolore fisico è localizzato nel punto in cui si trova. Un groppo in gola, un cambiamento nella tua voce, o anche un gozzo potrebbe essere un segno di un disturbo della tiroide.
Se ti senti una qualsiasi di queste cose, guarda il tuo collo allo specchio e vedi se noti la presenza di un gonfiore.
(fonte: http://www.evoluzionecollettiva.com/)

martedì 2 febbraio 2016

Come Fare in Casa lo Sciroppo allo Zenzero per la Tosse

 *****************Come Fare in Casa lo Sciroppo allo Zenzero per la Tosse ******************************

A nostra disposizione abbiamo due modalità di preparazione dello sciroppo di zenzero per tosse e mal di gola. 
Il primo che vedremo, prevede l’aggiunta di alcune spezie dalle proprietà tipicamente antinfiammatorie e balsamiche, 
il secondo invece, potenzia gli effetti antiossidanti e antimicrobici dello zenzero con l’aggiunta del miele.


1. Sciroppo allo zenzero per la tosse con spezie In questo sciroppo per la tosse fatto in casa, le proprietà antibatteriche e antivirali dello zenzero vengono potenziate da alcuni ingredienti già noti per i loro effetti benefici contro la sintomatologia delle malattie da raffreddamento. Innanzitutto, il limone (utilizzato anche per la tisana allo zenzero ) che con il suo elevatissimo tenore vitaminico (complesso C) svolge funzioni disintossicanti e a supporto del sistema immunitario. I chiodi di garofano, anch’essi ricchi di antiossidanti tra i quali i famosi polifenoli: antibatterici e antivirali naturali, dalla potente azione antinfiammatoria. La menta, balsamico naturale, già noto alle nostre nonne per per le sue proprietà lenitive ed espettoranti. E infine, la cannella , la cui azione antimicrobica sulle vie respiratorie è dovuta alla presenza dei tannini e di altri fitocomposti. Vediamo allora come fare lo sciroppo allo zenzero per la tosse . Procuriamoci prima di tutto gli ingredienti: - Un cucchiaio di zenzero grattugiato dal rizoma – Un limone – 3 cucchiai di zucchero di canna – 5 chiodi di garofano – Cannella in polvere – 3 foglie di menta Laviamo sotto acqua corrente un limone e tagliamolo in quattro parti. Procuriamoci un pentolino dove verseremo un bicchiere di acqua al quale aggiungeremo tre cucchiai di zucchero di canna. Mescoliamo bene, tenendo la miscela a fuoco medio, fino a che avremo ottenuto la consistenza tipica del caramello. A questo punto, con il composto ancora caldo, aggiungiamo i 4 pezzi di limone e riprendiamo a mescolare accuratamente, in maniera da consentire all’agrume di disperdere il suo succo. Aggiungiamo ora gli altri ingredienti: i 5 chiodi di garofano , il cucchiaio di zenzero grattugiato e un po’ di cannella . Mescoliamo un po’ e lasciamo bollire altri 5 minuti. Ora non ci rimane altro che aggiungere al nostro sciroppo allo zenzero per la tosse le tre foglie di menta, togliere la casseruola dal fuoco e tenerla coperta per una ventina di minuti, lasciando riposare. Lo sciroppo a base di zenzero è pronto. Conserviamolo in frigorifero in un recipiente in vetro a chiusura ermetica, e per 8-10 giorni avremo garantite inalterate tutte le sue proprietà officinali.

2. Sciroppo allo zenzero per la tosse con miele Un’ulteriore versione dello sciroppo prevede l’aggiunta di miele. Altro grande ingrediente, quest’ultimo, dalle straordinarie e storiche proprietà antinfiammatorie in grado di attenuare la tosse e lenire la sintomatologia a carico delle vie respiratorie superiori. Procuriamoci gli ingredienti: - ¼ di tazza di fettine di zenzero tagliato fresco – 2 limoni grattugiati e spremuti – Una tazza di miele grezzo Utilizziamo una piccola pentola dove verseremo una tazza di acqua, tutte le fette di zenzero fresco e 2 cucchiai di scorza di limone grattugiato fresco. Mettiamo a fuoco medio, portiamo a ebollizione e lasciamo bollire per 5 minuti. Filtriamo il composto ancora caldo. A questo punto scaldiamo, a fuoco basso, in un casseruola la tazza di miele, mescolando ma senza portare a ebollizione. Quando il miele sarà bello caldo, aggiungiamo il composto a base di zenzero precedentemente preparato, insieme al succo dei due limoni. Mescoliamo, sempre a fuoco basso, per 20-30 minuti. Pian piano vedremo il nostro composto addensarsi sempre più acquisendo la consistenza di uno sciroppo, denso e corposo. A quel punto il nostro rimedio naturale per la tosse è pronto. Togliamo dal fuoco e versiamo in un contenitore in vetro a tenuta ermetica, e una volta raffreddato conserviamolo in frigorifero. Anche in questo caso potremo beneficiare delle eccellenti proprietà dello sciroppo allo zenzero per la tosse per cica 8-10 giorni. Come Usare lo Sciroppo allo Zenzero per la Tosse Vediamo adesso qualche piccola indicazione per l’assunzione dello sciroppo di zenzero. Solitamente sono consigliati 1 o 2 cucchiai ogni 4 ore per ottenere ottimi risultati sulle nostre vie respiratorie superiori. Ai bimbi dai 5 ai 12 anni, offriamolo ogni 2 ore, nella dose di 1-2 cucchiaini. Mentre sotto i 5 anni, ½-1 cucchiaino ogni due ore è sufficiente a facilitare la respirazione del nostro piccolo e alleviare la tosse . Controindicazioni dello Sciroppo allo Zenzero per la Tosse Infine, una breve considerazione sulle controindicazioni allo sciroppo di zenzero . Non sono note reazioni avverse al suo consumo, ed è ben tollerato anche dal sistema digerente. Tuttavia va tenuto presente il contenuto di succo di limone dello sciroppo, che potrebbe non essere indicato a soggetti con patologie acido- correlate

(a cura di https://www.facebook.com/groups/saluteeprevenzione/).
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sabato 2 gennaio 2016

Mal di Stomaco, Mappa collega ogni Zona della Pancia a Disturbi e Patologie

Mal di Stomaco, Mappa collega ogni Zona della Pancia a Disturbi e Patologie

Il mal di stomaco può rappresentare la spia di numerose malattie e disturbi. In base alla parte dalla quale compare, il mal di stomaco può essere determinato dalla stitichezza, da infiammazioni alle vie urinarie o da altre patologie, come per esempio la sindrome del colon irritabile che causa delle fitte nella parte sinistra bassa...
Quando il mal di stomaco compare nella parte superiore sinistra si potrebbe trattare di pancreatite e di ulcera mentre se compare all’inizio dello stomaco, verso destra, potrebbe segnalare possibili problemi al pancreas, reflusso gastroesofageo e calcoli biliari. Nella mappa del mal di stomaco, i dolori che compaiono al centro sono da collegare con possibili ernie epigastriche, bruciore di stomaco o ulcera.
Se il dolore si manifesta sul fianco sinistro potrebbe trattarsi del colon irritabile e di altri disturbi del colon e dell’intestino; non deve essere trascurato perché potrebbe segnalare una patologia di tipo renale. Se il mal di stomaco si concentra sulla parte sinistra centrale si potrebbe anche trattare di calcoli renali,
se l’area interessata è quella centrale le possibili malattie sono l’ulcera, l’appendicite e disturbi al pancreas.
Se il dolore compare a destra dello stomaco si potrebbe trattare di un’infezione alle vie urinarie e, molto spesso, dalla stitichezza. Non deve mai essere ignorato perché potrebbe segnalare un’appendicite. Secondo la mappa del mal di stomaco, la parte bassa ma centrale può provocare dolore in caso dipatologie ginecologiche e alle vie urinarie, diverticoli e colite. Quando il dolore si manifesta nei pressi dell’ombelico potrebbe essere determinato da un problema al pancreas, da un’ernia o dall’ulcera.
In alcuni casi, il mal di stomaco è determinato da un dolore riflesso che parte da altri organi, come per esempio i reni e le ovaie. Questo dolore non deve mai essere trascurato, soprattutto se non si tratta di un fenomeno sporadico. E’ fondamentale rivolgersi al proprio medico spiegando esattamente le caratteristiche del dolore ed il punto dal quale si irradia.
(a cura di http://www.tuttasalute.net/ )

domenica 6 dicembre 2015

Proprietà e benefici dei broccoli

*********Proprietà e benefici dei broccoli*******

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  1. Pressione sanguigna: oltre al potassio, i broccoli contengono anche magnesio e calcio, che aiutano a regolare la pressione sanguigna.
  2. Vitamina C: una tazza di broccoli contiene la dose giornaliera consigliata di vitamina C, un antiossidante necessario per lottare contro i radicali liberi.
  3. Ossa: ricchi di calcio e vitamina K, i broccoli sono importanti per la salute delle ossa e la prevenzione dell’osteoporosi.
  4. Sistema immunitario: i broccoli contengono beta-carotene, capace di rinforzare il sistema immunitario. Lo zinco ed il selenio sono importantissimi per aumentare le nostre difese.
  5. Prevenzione del cancro: i broccoli contengono indolo-3-carbinolo, un composto antiossidante ed antitumorale, efficace contro lo sviluppo di cancro ovarico, al seno e alla prostata.
  6. Dieta: i broccoli sono ricchi di fibra, ed aiutano quindi il processo digestivo. Inoltre, prevengono la stitichezza e mantiene sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue.
  7. Salute degli occhi: la luteina contenuta nei broccoli aiuta a prevenire la degenerazione maculare associata all’età e la cataratta. Inoltre, la vitamina A è necessaria per formare la retina, la molecola di assorbimento della luce che è essenziale per gli occhi.
  8. Salute del cuore: la stessa luteina può rallentare o prevenire l’ingrossamento delle arterie, lottando quindi contro le malattie cardiovascolari. La vitamina B6 e l’acido folico riducono il rischio di soffrire di arteriosclerosi, infarti ed ictus.

giovedì 26 novembre 2015

La vitamina C (noto anche come acido L-ascorbico) è un nutriente essenziale

Tutti sanno che la vitamina C (noto anche come acido L-ascorbico) è un nutriente essenziale. Potrebbe anche essere una delle vitamine più importanti , date le sue proprietà antiossidanti.
Oltre ad agire ottimamente contro i radicali liberi che causano il cancro, la vitamina C è necessaria per un sistema immunitario sano, in quanto aiuta il nostro organismo ad avere migliori difese contro le malattie.
La mancanza di vitamina C e’ causa di scorbuto, sanguinamento delle gengive , pelle chiara.
Le arance sono ben note per essere un'ottima fonte di vitamina C, con circa 70 mg di acido ascorbico.
Lo sapevate, però, che le arance non sono il frutto o verdura con la più alta concentrazione di C?
Vi sono frutti e verdure con un alta concentrazione di vitamina C, di molto superiore all’arancia.
Di seguito 10 frutti e verdura con più vitamina C di un'arancia
Guava
376 mg di vitamina C per 200 grammi. La guava ha quattro volte la vitamina C di un'arancia
Peperoni rossi
142 mg di vitamina C per 100 grammi
La vitamina C non è solo presente nella frutta, ma anche in verdure. I peperoni rossi sono un concentrato di vitamina C, con un po 'più del doppio di quella contenuta in un arancio.
Lychee
135 mg di vitamina C per 200 grammi. Nove di questi piccoli frutti fornisce ad un adulto il fabbisogno giornaliero di vitamina C.
Prezzemolo
133 mg di vitamina C per 140 grammi. Una bella manciata di prezzemolo è denso con la vitamina C. Aggiungendolo ai succhi di frutta fatti in casa diventa un ottimo supporto.
Kiwi
128 mg di vitamina C per 2 frutti medi. Un kiwi ha quasi la vitamina C di un arancio grande, a circa 1/3 della dimensione.
Broccoli
100 mg di vitamina C per 200 grammi di broccoli. I broccoli crudi sono ottimi come contenuto di vitamina C.
Cavolini di Bruxelles
96 mg di vitamina C per 200 grammi. Anche questa ottima verdura puo’ contribuire all’apporto giornaliero di vitamina C.
Papaya
86 mg di vitamina C per 150 grammi circa. La papaia è dolce, succosa e ricca di vitamina C e papaina, sotanza che aiuta la digestione.
Fragole
84 mg di vitamina C per 200 grammi. Una razza di fragole ha più vitamina C di un'arancia
Ananas
78 mg di vitamina C per 150 grammi circa. L’ananas e’ un altra ottima fonte di vitamina C, oltre ad essere un buon antiossidante.
(a cura di https://www.facebook.com/benesseredacondividere.)
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mercoledì 4 novembre 2015

Troppi antiossidanti possono far crescere un tumore

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Gli antiossidanti sono saliti alla ribalta come sostanze in grado di proteggerci dalle malattie cardiovascolari, di ritardare l’invecchiamento cellulare e come preziosi alleati alla lotta al cancro. Ma alcuni studi recenti sembrano affermare il contrario, rispetto a quest’ultimo punto.
GLI “SPAZZINI” DELL’ORGANISMO - Gli antiossidanti sono sostanze in grado di impedire o rallentare la velocità delle reazioni di ossidazione di composti organici e inorganici. È da queste che, come prodotto di scarto, si formano i radicali liberi, molecole di ossigeno altamente reattive in grado di danneggiare le strutture della cellula, in particolare il Dna. Gli antiossidanti riescono a “catturare” i radicali liberi che si generano dal metabolismo cellulare: ecco perché sono considerati importanti nella protezione del danno cellulare. I più importanti presenti in natura e ingeriti attraverso gli alimenti o alcuni integratori sono la vitamina E, la vitamina C, i polifenoli e i carotenoidi(contenuti in molti frutti e nella verdura) e altre molecole contenute nel caffè, nel  e nel cioccolato.
Da alcune le ricerche, condotte su topi in cui erano state trapiantate cellule colpite da melanoma, si evince che la somministrazione di integratori alimentari contenenti antiossidanti - N-acetilcisteina nella dose di un grammo per litro, equivalente ai 650-1300 milligrammi al giorno garantiti da molte capsule in commercio per uso umano - è in grado di accelerare il percorso di formazione delle metastasi. E, di conseguenza, ridurre la prospettiva di vita dei pazienti. Un riscontro che, un anno fa, era emerso pure valutando alcuni ratti colpiti da un tumore al polmone e che, secondo gli autori della ricerca apparsa suNature, «è predittivo del grado di progressione della malattia anche nell’uomo». Nessuna nuova prova di efficacia è stata condotta su animali sani. 
CAUTELA NEI MALATI ONCOLOGICI - Gli studi fanno riferimento all’integrazione della dieta e non al consumo di alimenti normalmente ricchi di antiossidanti. A bocciare l’impiego “extra” di queste molecole nei pazienti colpiti da un melanoma sarebbe «la capacità dei radicali liberi dell’ossigeno di uccidere le cellule metastatiche», afferma Sean Morrison, direttore del Children’s Medical Center della Southwestern University di Dallas. Ciò significa che quel che per le persone sane può rivelarsi un beneficio, risulterebbe essere un aggravio allo stato di salute di dei malati oncologici. Stando a quanto visto nei topi malati, l’azione degli antiossidanti toglierebbe dalla scena le uniche molecole in grado di arrestare la progressione tumorale. È per questo motivo che, nel corso degli ultimi vent’anni, si è arrivati anche alla sospensione di alcuni trial, pubblicati sul New England Journal of Medicine, sulJournal of the American Medical Association e sul Journal of the National Cancer Institute: i pazienti affetti da tumore al polmone cui erano somministrati antiossidanti (betacarotene) morivano prima rispetto a quelli inseriti nel gruppo di controllo. «La cautela nell’utilizzo di dosi eccessive di antiossidanti è ormai consolidata, non soltanto in oncologia - chiosa Gianluigi Russo, primo ricercatore all’istituto di scienze dell’alimentazione del Cnr di Avellino -. Una dieta ricca in frutta e verdura è più efficace, meno costosa e più sicura rispetto a una supplementazione con gli integratori».
(FONTE: Fabio Di Todaro@fabioditodaro http://www.fondazioneveronesi.it/)

mercoledì 21 ottobre 2015

Cosa mangiare e come preparare i cibi per avere un indice glicemico basso?



Cosa mangiare e come preparare i cibi per avere un indice glicemico basso?

L’indice glicemico ha una grande importanza perché rappresenta il tempo nel quale la glicemia, dopo aver mangiato, si innalza. Scegliendo adeguatamente i cibi è possibile mantenerlo basso e quindi contrastare l’insorgenza di una malattia cronica particolarmente diffusa come il diabete.
Per avere un indice glicemico basso è consigliabile mangiarecereali integrali come pasta, riso e pane; consigliati anche,per la prima colazione, i cereali integrali e le fette biscottate integrali. Va benissimo anche la verdura ma esistono alcune eccezioni, rappresentate, per esempio, dalla patate.
Per mantenere basso l’indice glicemico è consigliabile mangiare legumi e frutta, tranne quella con maggiore contenuto di zucchero come, per esempio, le banane, ammesso anche lo yogurt al naturale, senza aggiunta di dolcificanti, e i latticini. Invece, bisognerebbe limitare le bibite zuccherate, i dolciumi, il miele ed anche lo zucchero.
Quando si preparano i cibi, per mantenere l’indice glicemico basso è fondamentale condire a crudo,ma senza esagerazioni, con l’olio extra vergine d’oliva e con semplice succo di limone preparato al momento, senza nessuna aggiunta. Se si prepara la pasta sempre meglio scolarla al dente, preferendo i formati lunghi come gli spaghetti. Inoltre, sia la pasta che il riso, ma anche le patate, sarebbero da consumare freddi perché l’indice glicemico è inferiore.
Per mantenere l’indice glicemico basso è meglio consumare i dolci, o la frutta matura, a fine pasto così che le fibre assunte attraverso gli altri alimenti rallentino l’assorbimento degli zuccheri.
Per ridurre l’indice glicemico è importante consumare, all’interno dello stesso pasto, alimenti ricchi di acqua e fibre come verdure a foglia verde e legumi; nel caso in cui si decida per un piatto di riso è bene farlo seguire da abbondante verdura, cotta o cruda. Sono particolarmente indicati piatti composti come pasta e fagioli, la pizza alle verdure o un’insalata di patate.
E’ molto importante prendere l’abitudine di leggere sempre, e con attenzione, le etichette in modo da individuare eventuali zuccheri nascosti che si possono trovare in vari alimenti come il pane ed i sughi pronti.
(a cura di http://www.tuttasalute.net/)

mercoledì 30 settembre 2015

Invecchiamento della pelle dovuto al sole: quali rimedi?

Invecchiamento della pelle dovuto al sole: quali rimedi?

Per apparato tegumentario si intende la cute (epidermide e derma) e gli annessi cutanei, ovvero quelle strutture di rivestimento esterno, quali peli, unghia, capelli, derivanti dal foglietto embrionale detto ectoderma. La sua funzione principale è quella di proteggere, proprio come un involucro, l’ambiente intra-corporeo dagli agenti patogeni o sostanze chimiche, che potrebbero minare la sua integrità, provenienti dall’ambiente esterno. Tra gli agenti esogeni, nocivi per l’organismo e per l’epidermide stessa, vengono considerate sia sostanze chimiche, sia microrganismi patogeni, sia ancora agenti fisici. Nella fattispecie in questa occasione puntiamo l’attenzione sulle radiazioni ultraviolette e sugli effetti che il sole può avere sulla nostra pelle, cercando di chiarire in che modo esso sia implicato nel processo di invecchiamento della pelle e gli eventuali rimedi di origine naturale, che ci possono venire incontro in questi casi.
E’ ben noto che durante i mesi estivi si approfitta di caldo e vacanze al fine di fare una bella scorta di sole e mare, per affrontare meglio i mesi invernali, grazie ai benefici apportati dagli effetti salutari del sole e dall’effetto rilassante e distensivo del mare. Ma come qualsiasi cosa gli eccessi sfociano poi in problematiche che, nel caso nell’eccessiva esposizione solare, si traducono in manifestazioni evidenti di invecchiamento della pelle.

Cause e sintomi dell’invecchiamento della pelle dovuto al sole

La causa principale del deterioramento delle strutture epidermiche nel periodo estivo è la percentuale di radiazioni ultraviolette che riescono a superare la barriera atmosferica, giungendo fino agli strati più profondi del derma, nel quale si trovano tra le altre strutture vasi capillari e fibre di collagene. Gli effetti delle radiazioni solari sulla cute possono presentare conseguenze più o meno gravi, poichè sono in grado di danneggiare gli strati cutanei più esterni, inducendo disequilibri nella corretta omeostasi funzionale delle cellule, le quali vanno incontro ad un processo di invecchiamento più repentino fino a raggiungere poi conseguenze, nei casi più estremi, come disturbi di valenza patologica di maggiore entità. Le radiazioni possono infatti provocare modificazioni a livello del materiale genetico cellulare, con produzione di dimeri di timina e conseguenze patologiche.
Nella maggior pare dei casi i sistemi riparativi cellulari, individuabili nello specifico caso in enzimi come la fotoliasi, riescono a captare il legame insolito e a riparare il danno. In qualunque caso è comunque un bene per l’organismo sfruttare tutti i vantaggi provenienti da una corretta esposizione solare, prendendo le dovute precauzioni sia nei tempi sia nei modi che risultano più proficui. E’ risaputo che durante le ore centrali della giornata, ovvero nell’arco di tempo che va dalle 11:00 alle 15:00, l’azione del sole sulla pelle è molto più intensa rispetto alle altre ore della giornata, tuttavia non sembra effettivamente un elemento che possa determinare svantaggi al benessere della nostra pelle e del nostro corpo.
Sembra piuttosto che sia il tempo di esposizione al sole che possa esercitare effetti controindicati sulla pelle, specie sui soggetti di carnagione chiara. L’esposizione graduale ai raggi solari evita che ci siano scottature e arrossamenti, i quali sono i diretti responsabili dell’insorgenza di patologie cutanee. Non sono tanto i raggi UV in sè a provocare dunque i problemi che possono portare ad un invecchiamento della pelle, quanto piuttosto la disattenzione alla soglia di resistenza solare, che è prettamente soggettiva.
Quando la pelle viene colpita dal sole per un tempo relativamente lungo, essa per proteggersi attiva una molecola, la melanina, la quale protegge i sistemi interni dai raggi solari; dipendentemente dal tipo di carnagione i tempi di prima esposizione solare risultano diversi, pertanto, se non si fa attenzione a queste opportune accortezze, le pelli più chiare potrebbero presentare maggiori disturbi di invecchiamento cellulare, a causa delle scottature più cospicue e persistenti.
Con il termine specifico ” foto-invecchiamento” si definisce quella serie di sintomi che portano a pelle secca, lentiggini, rughe, perdita di volume cellulare e cedimento delle strutture cutanee, che non risultano più tanto vitali ed elastiche. Tutto ciò è prodotto dal deterioramento di due strutture, componenti principali dei tessuti: il collagene e l’elastina, che per azione del sole vengono alterati e non riescono a svolgere la propria azione in modo ottimale.

I rimedi naturali per l’invecchiamento della pelle provocato dai raggi solari

Ma quali possono essere i rimedi naturali che ci permettono di combattere la manifestazione dell’azione prolungata del sole e di altre cause che possono contribuire all’invecchiamento della pelle?
La prima accortezza da mettere in atto è la valutazione dei tempi di esposizione solare. In secondo luogo l’acqua, fonte di vita, previene l’invecchiamento delle strutture cutanee, donando maggiore volume e vitalità alle cellule dell’organismo. L’alimentazione, essendo alla base del sostentamento dell’organismo nel suo insieme, deve essere adeguata, equilibrata, corretta e soprattutto costante; una sana alimentazione deve rappresentare uno stile di vita che si decide di adottare e non un appuntamento occasionale, di cui ricordarsi quando ci fa comodo.
Le fonti principali di antiossidanti sono da ricercarenei frutti rossi, nelle bacche di goji, nei pomodori, nel cacao, nelle mele, nel tè verde e in molti altri alimenti vegetali in quantità ridotta.E’ pertanto necessario integrare alimenti ricchi di vitamine e di acqua, come la frutta e la verdura, che forniscono al corpo quelle molecole di cui si serve per riparare i danni tessutali e che migliorano il funzionamento dell’intero assetto fisiologico. Tra queste bisogna citare alcune vitamine, come la vitamina A che ha un’azione diretta sulla riparazione dei tessuti, la vitamina C che interviene nell’amplificazione delle funzioni del sistema immunitario e dulcis in fundo gli antiossidanti.
Infine un’ ottima pratica è quella di trattare la pelle con delle creme idratanti, che producono una buona protezione contro gli agenti esterni.
E’ stato testato inoltre che un buon sonno ristoratore e attività che stimolino le endorfine e il buonumore producono l’effetto di una pelle distesa e luminosa. Puoi sicuramente aiutarti con prodotti naturali di qualità come il nostro integratore naturale vegetale Fito Age Skin a base di polpa di Baobab, che contrasta proprio l’invecchiamento della pelle, e un super idratante....
(Autore: Ivana Infantino)